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Pubblicato il: 29/09/2021   
Il lettore per vocazione

FAHRENHEIT 451: ROBERTO CALASSO

FAHRENHEIT 451: ROBERTO CALASSO

Un Gruppo di Lettura (GdL) è formato da persone che leggono un libro insieme. La lettura dei partecipanti a un GdL è silenziosa e privata. Poi viene condivisa: si parla del libro, se ne approfondiscono i temi, si condividono le emozioni provate. Il GdL valorizza la lettura e la discussione come strumento di apertura agli altri e di dialogo tra diverse visioni e scritture del mondo.

Il tema del nostro Gruppo di Lettura FAHREHEIT 451 per quest'anno è: ROBERTO CALASSO - IL LETTORE PER VOCAZIONE

“Una casa editrice è fatta di , ma ancor più di no. E quei no possono venire da molto vicino, da qualcosa che può assimilarsi a noi stessi. Bazlen lo sapeva più di chiunque altro abbia incontrato. È questo che si condensava in una frase delle sue Note senza testo -Il nemico peggiore è il nemico che ha i nostri argomenti-”. È quanto leggiamo in Bobi, ultimo libro di Roberto Calasso e primo dell’elenco dei libri di quest’anno di letture. Nel libro viene ricordata la figura di Roberto Bazlen, l’intellettuale triestino che nel 1962 fondò la casa editrice Adelphi con Luciano Foà e Roberto Olivetti, ai quali si unì lo stesso Calasso appena ventunenne. “Faremo solo libri che ci piacciono molto” raccomandava Bazlen. Di questo principio Calasso sarà l’erede e il costruttore geniale, visto che Bobi sarebbe morto prestissimo, nel 1965, dopo aver visto soltanto il primo volume: L’altra parte di Alfred Kubin, libro a cui teneva molto non solo perché era “il più bel Kafka prima di Kafka”, ma perché “l’altra parte” era il luogo stesso dove Adelphi si sarebbe situata.

Calasso ci racconta che, bambino, attingeva alla biblioteca di famiglia come tutti noi; la prima “rivelazione” gli venne da una edizione economica di Cime tempestose. Poi a soli tredici anni ebbe in regalo dal padre l’edizione Pléiade della Recherche, che lesse avidamente come ha raccontato lui stesso. E qui non lo seguiamo perché noi alla Recherche siamo arrivati un bel po’ più tardi, a quell’età venendo distratti e attratti da libri un po’ meno impegnativi e più avventurosi, come abbiamo ricordato nel gruppo lettura dell’anno passato.

Buona lettura a tutti                                                                                                  

  • Bobi di Roberto Calasso –4 novembre

Di Roberto Bazlen, universalmente noto come Bobi, non poco è stato scritto, ma il più rimane da dire e capire. Bazlen attraversò la prima parte del Novecento come un profilo di luce imprendibile. Fu l'ideatore di Adelphi

  • Il sangue di San Gennaro di Sandor Marai - 2 dicembre

«A Pasqualino, che aveva sei anni e ogni mattina portava giù l'immondizia, al pescatore monco, perché metteva a tacere il mare, a Santo Strato, perché proteggeva il palazzo e i malati»: a loro Màrai dedica il suo «romanzo napoletano», ambientato nella città dove aveva vissuto dal '48 al '52, prima di partire per gli Stati Uniti.

  • La famiglia Karnowsky di Israel J. Singer –13 gennaio

grandioso affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi - Polonia, Germania e America -, la saga dei Karnowski. Che comincia con David, il capostipite, il quale all'alba del Novecento lascia lo shtetl polacco in cui è nato, ai suoi occhi emblema dell'oscurantismo, per dirigersi alla volta di Berlino, forte del suo tedesco impeccabile e ispirato dal principio secondo il quale bisogna "essere ebrei in casa e uomini in strada"

  • Tokyo Express di Matusmoto Seicho - 3 febbraio

In una cala rocciosa della baia di Hakata, i corpi di un uomo e di una donna vengono rinvenuti all'alba. Entrambi sono giovani e belli. Il colorito acceso delle guance rivela che hanno assunto del cianuro. Un suicidio d'amore, non ci sono dubbi. La polizia di Fukuoka sembra quasi delusa: niente indagini, niente colpevole. Ma qualcosa non torna

  • Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi - 3 marzo

Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze tremende, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi in un'impresa fra le più ardue, e cioè spiegare a ragazzi e ragazze esposti in misura crescente alla catechesi islamica una delle più temibili incarnazioni dell'Occidente: la sua letteratura. Il risultato è uno dei più toccanti atti d'amore per la letteratura mai professati - e insieme una magnifica beffa giocata a chiunque tenti di interdirla.

  • Il gatto di George Simenon - 7 aprile

Da anni, ormai, Émile e Marguerite non si rivolgono più la parola, e comunicano solo attraverso laconici, ma non per questo meno crudeli, bigliettini. L'odio ha preso corpo in un momento preciso, quando Émile si è convinto che sia stata Marguerite a uccidergli l'amatissimo gatto - e si è vendicato sul pappagallo da lei prediletto

  • Lo scheletro nell’armadio di W.Somerset Maugham - 5 maggio

Alle vedove dei grandi scrittori tocca spesso in sorte di trasformarsi in vestali per mantenere la memoria del caro estinto al riparo da scandali e pettegolezzi. La signora Driffield lo sa bene. Se poi al momento di individuare un agiografo affidabile, la scelta ricade su un uomo come Alroy Kear, astro nascente della scena letteraria, il minimo che possa accadere è che dal passato del riverito Edward Driffield riemerga almeno un fantasma, che ha le sembianze della prima signora Driffield, Rosie.

  • Memè Scianca di Roberto Calasso - 9 giugno

Un padre racconta ai figli, che glielo hanno chiesto, quello che ricorda dei suoi primi dodici anni, di cui loro non sanno quasi nulla. Storie troppo remote, pensa. E poi, da dove cominciare? La prima immagine della guerra, intravista dalla finestra di una soffitta clandestina nel centro di Firenze